Letta: "Di troppo rigore l'Europa finirà per morire"

Agenda del suo viaggio a Berlino, politica economica e privatizzazioni. Questi alcuni dei punti trattati questa mattina dal premier Enrico Letta nel corso della sua visita al convegno Federasse a Roma. "Questa sera sarò a Berlino per cercare di spiegare all'opinione pubblica tedesca che l'Europa deve essere solidale", ha esordito il Primo ministro. "Abbiamo i conti in ordine anche se per alcuni ayatollah del rigore questo non è mai abbastanza". Lo Prete Letta piace perché disponibile
12 AGO 20
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Agenda del suo viaggio a Berlino, politica economica e privatizzazioni. Questi alcuni dei punti trattati questa mattina dal premier Enrico Letta nel corso della sua visita al convegno Federasse a Roma.

Europa. "Questa sera sarò a Berlino per cercare di spiegare all'opinione pubblica tedesca che l'Europa deve essere solidale", ha esordito il Primo ministro.

"L'unione bancaria va completata e deve essere completata con gli strumenti esistenti, non modificando i trattati", ha sottolineato Letta, ribadendo come l’Italia “abbia i conti in ordine” anche se “sul fronte europeo per alcuni ayatollah del rigore questo non è mai abbastanza”. “Di troppo rigore questa Europa finirà per morire e anche le nostre imprese. La stagione del solo rigore deve essere dietro alle spalle”, ha concluso. Tra chi crede che “il rigore non sia mai abbastanza” e quelli che “pensano che si possa fare deficit, io mi trovo nel mezzo e non è semplice”.

Ora, ha aggiunto il premier, deve arrivare la “stagione della crescita basata su conti pubblici a posto, solidità dei conti. Il nostro paese avrà il prossimo anno un debito pubblico in discesa e un deficit in discesa. Un impegno che abbiamo preso e che ci ha fatto prendere tante critiche”.

Politica economica. "Insisto sempre sullo stesso punto sulla stabilità e sui tassi di interesse – ha detto il premier nel corso del suo intervento -. Io credo che l'Italia deve arrivare ad un tasso di interesse di almeno il 3 per cento sui bond decennali, altrimenti continueremo a vivere in una situazione di vulnerabilità”. Parole di stima ha poi speso il premier per Mario Draghi e la sua condotta alla Bce: “La Bce ha dimostrato grazie alla guida autorevole di Mario Draghi di affrontare con determinazione la crisi e ha saputo darci strumenti per affrontare una situazione ancora difficile. Ma – ammonisce Letta - non si può chiedere alla Bce di svolgere compiti che non sono suoi. Non si può chiedere alla Bce di occuparsi di crescita e di investimenti”. Una soluzione possibile per Letta c’è: “In Europa abbiamo un altro strumento, al quale non si è dato abbastanza importanza e sufficienza crescita: si tratta della Bei (Banca europea d’investimenti) che può svolgere un ruolo importante per favorire gli investimenti e per dare garanzie alle imprese, alle pmi”.

Letta infine guarda ai prossimi appuntamenti che lo attendono, in particolare il semestre di presidenze della Ue. "L'obiettivo del nostro semestre di presidenza della Ue – ha dichiarato il premier - deve essere una legislatura di crescita e non di austerità. C'è bisogno di politiche europee per la crescita, ora possiamo chiederlo perché abbiamo i conti in ordine, anche se questo non vuol dire che c'è libertà di fare i debiti".
Privatizzazioni. Spazio poi alle politiche interne del governo. "Ieri c'è stato un primo pacchetto di misure riguardo le privatizzazioni – ha esordito Letta - Continueremo nelle prossime settimane e mesi". Per il premier “i tagli di spesa non devono finire nel calderone, ma essere determinanti su tre obiettivi: riduzione delle tasse sul lavoro, investimenti produttivi e riduzione del deficit e del debito".